assorberà il 5,2% delle entrate statali, lasciando meno di un terzo del bilancio per spese sociali e investimenti. Giorgetti ha dichiarato che “la manovra è sostenibile”, ma i conti non tornano: l’ISTAT stima che, con la crescita attuale dello 0,8%, il rapporto debito/PIL salirà al 142% entro il 2028, il livello più alto tra i Paesi dell’UE dopo la Grecia. Il problema non è la manovra in sé, ma il meccanismo che la rende necessaria. L’Italia è l’unico grande Paese europeo dove il costo degli interessi ha superato la crescita economica per 26 anni su 26. In Francia, con un debito simile ma una politica di tassi più bassi, il servizio del debito rappresenta solo il 2,9% del PIL. In Germania, dove il governo ha sempre