IL GAS SALE SOPRA GLI 89 EURO SULLA PIAZZA TTF DI AMSTERDAM
TTF schizza a 89,3 €/MWh: i mercati scommettono che l’inverno sarà ancora più caro di così
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Amsterdam, 19 ottobre I future sul gas naturale per novembre sono schizzati al 2% in una seduta, toccando quota 89,3 euro al megawattora sulla piazza TTF di Amsterdam. È il segnale più chiaro che la crisi energetica non si è affievolita, ma si è solo rimandata. I mercati, come sempre, anticipano quello che i governi preferiscono ignorare: l’inverno prossimo sarà ancora più caro, e la bolletta non scenderà perché qualcuno ha deciso di non fare nulla. La piazza TTF — il riferimento europeo per il prezzo del gas — è il termometro di un mercato dove speculatori, compagnie energetiche e Stati giocano a dadi con il portafoglio dei cittadini. L’aumento del 2% non è un caso isolato: è il
frutto di una serie di decisioni che hanno tenuto il mercato in tensione per mesi. Il gas russo è ancora tagliato del 60% rispetto ai livelli pre-guerra, ma i Paesi europei — Italia compresa — hanno continuato a riempire i loro serbatoi come se la crisi fosse una parentesi temporanea. Invece è diventata la nuova normalità. La domanda è: chi ci guadagna da questo rialzo? Le compagnie energetiche, ovviamente. Ma anche i fondi speculativi che hanno puntato su contratti futures, scommettendo sulla scarsità artificiale. E poi c’è il governo italiano, che ha continuato a promettere “misure di contenimento” senza mai toccare il vero problema: il fatto che l’Italia dipende ancora per il 40% dal gas russo, anche se Mosca
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