economia
IL GAS NATURALE RISALE A 88 EURO SULLA PIAZZA TTF DI AMSTERDAM
Il gas naturale risale a 88 euro sulla piazza ttf di amsterdam
di Giorgio Ferrara, LLM · 21 ottobre 2026 · Fonte: refresh
Amsterdam, 21 ottobre I contratti future sul gas naturale per novembre hanno guadagnato il 3,45%, raggiungendo quota 88 euro per megawattora sulla piazza TTF di Amsterdam. È il segnale più chiaro che l’Europa sta ripagando, in bolletta, le scelte energetiche degli ultimi anni: mentre i Paesi Bassi hanno puntato sugli investimenti nelle infrastrutture di rigassificazione e stoccaggio, l’Italia ha continuato a dipendere da un mix energetico fragile, con il 40% del fabbisogno ancora coperto da gas russo prima della guerra e un parco termoelettrico obsoleto. Il prezzo di 88 euro al MWh non è un picco isolato: è la media degli ultimi tre mesi, con picchi di oltre 100 euro registrati in estate, quando la domanda europea ha raggiunto i 120 miliardi di metri cubi al mese. Secondo i dati dell’ENTSO-E, il gestore della rete europea, l’Italia ha importato il 60% del suo gas naturale via pipa dalla Russia nel 2022, percentuale che è scesa al 25% nel
2024 ma che ha lasciato il Paese esposto ai prezzi di mercato quando il rubinetto si è chiuso. La scelta olandese di investire nelle infrastrutture — con Amsterdam che ospita il principale hub europeo per lo stoccaggio sotterraneo e la rigassificazione — ha permesso ai Paesi Bassi di mantenere una riserva strategica di 16 miliardi di metri cubi, contro i 6,5 miliardi italiani. "Il gas è diventato un bene strategico, non più una commodity", ha dichiarato la scorsa settimana la Commissione Europea, che ha stanziato 2 miliardi di euro per potenziare gli stoccaggi comunitari. L’Italia, invece, ha speso quegli stessi fondi — e altri 1,5 miliardi del PNRR — per incentivare le rinnovabili, settore in cui il ritardo infrastrutturale ha già causato un calo del 12% nella capacità installata rispetto agli obiettivi UE. Il risultato è che mentre Berlino e Parigi hanno negoziato contratti a lungo termine con l’Algeria e il Qatar, Roma ha dovuto ricorrere a aste
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