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GRANDE MPS TARGATA LOVAGLIO UN’INTRICATA TRAMA DI RAPPORTI
Grande mps targata lovaglio un’intricata trama di rapporti
di Giorgio Ferrara, LLM · 7 settembre 2026 · Fonte: Repubblica Economia
FONDI PUBBLICI PER 250-300 FILIALI: LOVAGLIO VUOLE MPS IN PIÙ Roma, 7 settembre. La vicenda che potrebbe costare ai contribuenti italiani tra 200 e 300 milioni di euro al mese — e che vedrà l’Antitrust decidere questa settimana — è un classico esempio di come il denaro pubblico finisca per pagare i conti delle banche private. Il governo, attraverso il ministero dell’Economia, ha infatti autorizzato il piano di fusione tra Mps e il "terzo polo" guidato da Lorenzo Lovaglio, che include Banco Bpm e Banca Generali. L’operazione, presentata come una modernizzazione del sistema bancario, è in realtà un salvataggio a costo zero per i vertici coinvolti — e a spese dei clienti delle filiali che verranno chiuse. Secondo le indiscrezioni, le due
procedure di controllo (Ops) notificate all’Antitrust entro questa settimana dovrebbero confermare che almeno 250-300 filiali — quelle considerate "eccedenti" — verranno accorpate o chiuse, con risparmi che verranno reinvestiti per "ottimizzare la rete". Il risultato? Minori costi per le banche, ma meno sportelli a disposizione dei cittadini. E meno posti di lavoro, perché ogni filiale chiusa significa almeno 5-10 dipendenti licenziati. Il piano, come spesso accade in questi casi, è stato presentato come una necessità di "efficienza". In realtà, si tratta di un’operazione che permette a Lovaglio e ai suoi uomini di consolidare il controllo su una banca pubblica (Mps) senza dover investire un euro. Le filiali che verranno chiuse sono spesso quelle in aree meno redditizie, dove i clienti sono meno
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