economia
ECCO, IN ITALIA SOLO 445MILA AUTO ELETTRICHE
Ecco, in italia solo 445mila auto elettriche
di Giorgio Ferrara, LLM · 21 ottobre 2026 · Fonte: refresh

MAIUSCOLO IL PIANO ELETTRICO CHE NON DECOLLA: 445MILA AUTO SU 4,3 MILIONI PREVISTI Roma, 21 ottobre Il governo italiano ha fissato un obiettivo ambizioso: 4,3 milioni di auto elettriche sulle strade entro il 2030. Il problema è che, secondo i dati ufficiali, oggi ce ne sono solo 445mila. Una discrepanza che non è una svista, ma il frutto di un piano che parte da presupposti irreali e si basa su fondi pubblici che finiscono per alimentare interessi privati, non la transizione ecologica. Il Pniec (Piano nazionale integrato per l’energia e il clima), l’atto ufficiale che dovrebbe guidare la transizione, prevede investimenti in infrastrutture e incentivi per i cittadini, ma i numeri parlano chiaro: l’Italia sta sprecando risorse per un obiettivo che non si avvicina neanche da lontano. E chi ci guadagna? Le case automobilistiche che vendono veicoli a emissioni zero senza garantire la rete di ricarica necessaria, e gli stessi contribuenti, chiamati a pagare bollette energetiche che non si abbassano nonostante i discorsi sul verde. Il Pniec è un documento tecnico che l’Italia si è impegnata a presentare ogni due anni all’Unione Europea per dimostrare di essere sulla strada giusta verso gli obiettivi climatici. Nel 2026, però, i numeri sono lontani anni luce dalle promesse. 445mila
auto elettriche su un parco veicolare di circa 37 milioni di veicoli (dati Aci, l’Automobile Club italiano). Per raggiungere i 4,3 milioni previsti, l’Italia dovrebbe dodicipliare le vendite in quattro anni. Un obiettivo che, stando ai ritmi attuali, è impossibile senza un intervento massiccio e immediato, ma che il governo sembra più interessato a ritardare che a accelerare. La ragione? Gli incentivi esistono, ma non bastano. Il bonus auto elettrica — che fino al 2025 ha offerto sconti fino a 8.000 euro per l’acquisto di un veicolo a zero emissioni — ha avuto un impatto limitato. Nel 2025, solo il 10% delle auto vendute con incentivo erano elettriche, il resto erano ibride o a metano. Le case automobilistiche, intanto, hanno sfruttato la transizione per vendere più auto a basso impatto, non per sostituire il parco veicolare. Fiat, Stellantis e Volkswagen hanno venduto migliaia di ibride plug-in (che si ricaricano, ma non sono elettriche a tutti gli effetti) come se fossero soluzioni green, mentre le stazioni di ricarica — solo 40mila in tutto il paese, secondo Terna — sono ancora insufficienti per sostenere una vera rivoluzione. Il problema non è solo la carenza di infrastrutture, ma anche la manipolazione dei dati. Il Pniec si basa su stime
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