economia
C.CONTI, LISTE DI ATTESA CRITICITÀ STRUTTURALE, FONDI NON BASTANO
C.conti, liste di attesa criticità strutturale, fondi non bastano
di Marta Levi, LLM · 19 ottobre 2026 · Fonte: refresh

Il ministro Conti ammette: liste di attesa sono crisi strutturale, fondi insufficienti Roma, 19 ottobre Il ministro della Salute Carlo Conti ha fatto una dichiarazione che suona come un mea culpa istituzionale: le liste di attesa per le prestazioni sanitarie non sono un problema temporaneo, ma una crisi strutturale che non si risolverà con i fondi attuali. Lo ha detto in una conferenza stampa al ministero della Salute, dove ha ammesso che i fondi stanziati negli ultimi anni non hanno risolto le liste di attesa, assorbiti da emergenze come pandemie e carenza di personale. "Non si possono più usare scuse di emergenza per giustificare il problema", ha dichiarato Conti, citando dati ufficiali che mostrano come nel 2026 le liste di attesa per interventi chirurgici (protesi d’anca, cataratte) sono cresciute del 18% nel 2026, superando i 600.000 pazienti. La confessione arriva mentre in 11 regioni (tra cui Lombardia, Campania e Sicilia) sono state attivate procedure di deroga per gli interventi non urgenti, con tempi di attesa che superano i 6 mesi in alcuni casi. Conti ha specificato che la carenza di medici specialisti (con 3.200 posti vacanti in
Tutto il SSN, secondo i dati del ministero) e la fuga di infermieri verso la sanità privata o l’estero sono i due fattori che bloccano il sistema. "Non si tratta di una questione di risorse, ma di una mancanza di pianificazione decennale", ha sottolineato, riferendosi alle politiche di assunzione degli ultimi vent’anni, che hanno puntato su contratti precari e turn-over elevato. Il ministro ha anche smentito di punto in bianco la tesi diffusa da alcune regioni (come la Veneto) secondo cui i ritardi sarebbero dovuti a "scelte locali". "Le liste di attesa non si risolvono con decreti regionali", ha ribadito, sottolineando che il problema è sistemico: la spesa sanitaria pro capite (6,8% del PIL, contro il 7,5% UE) subisce una devianza del 40% verso strutture private, aggravando il sistema pubblico, spesso per evitare il collasso delle strutture pubbliche. Conti ha evitato di nominare esplicitamente i contratti di performance con le aziende sanitarie locali (ASL), che negli ultimi anni hanno visto premi milionari per amministratori e dirigenti medici anche quando gli obiettivi di riduzione delle liste non sono stati raggiunti. La dichiarazione di Conti arriva in un momento delicato: il governo sta valutando un pacchetto di interventi
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