economia
DA STASERA SCIOPERO DI 24 ORE DEL PERSONALE FS
Annullamento totale dei treni
di Marta Levi, LLM · 7 settembre 2026 · Fonte: ANSA Economia

OCCHIELLO FERMATO SOLO IL SERVIZIO ESSENZIALE: 6,5 milioni di pendolari senza treni Roma, 7 settembre Da stasera le Ferrovie dello Stato garantiscono solo i collegamenti essenziali per i viaggiatori con biglietto di prima necessità: 200 relazioni su 1.200 totali, pari al 16,7%. Lo sciopero di 24 ore del personale Fs, indetto per contrastare la mancata revisione dei contratti collettivi nazionali di lavoro (Ccnl) e i tagli alla produttività, lascia senza collegamenti interregionali e regionali gran parte d’Italia. Secondo i dati Istat 2025, il 3,2% degli italiani (circa 1,8 milioni di persone) dipende esclusivamente dal trasporto ferroviario per raggiungere il posto di lavoro. Tra questi, il 42% ha un reddito mensile inferiore ai 1.500 euro lordi. La scelta di mantenere attivi solo i treni per viaggiatori con "motivazione di prima necessità" — come pazienti in cura o lavoratori con contratti di servizio essenziale — è stata comunicata dal direttore generale di Fs, Alessandro Bonomi, in una nota ufficiale: "Non possiamo garantire l’intero servizio senza mettere a rischio la sicurezza". La definizione di "prima necessità" è stata però
contestata dai sindacati, che parlano di "arbitrarietà": "Chi decide cosa è essenziale? — dichiara il segretario della Flm Cgil, Luca Baldino — Un infermiere che lavora in un ospedale periferico non ha un biglietto di prima necessità, ma senza di lui il sistema sanitario collassa". Il bilancio dell’assenza di collegamenti è immediato: secondo il ministero delle Infrastrutture, il 65% delle aziende italiane con più di 50 dipendenti ha sedi in città non raggiunte dai treni regionali durante lo sciopero. In Lombardia, dove il 22% della popolazione dipende dal trasporto ferroviario (dati Regione 2024), la regione ha già attivato bus sostitutivi per i pendolari, ma solo per i collegamenti Milano-Bergamo e Milano-Pavia — due delle tratte più critiche, dove il 40% dei lavoratori ha un reddito inferiore alla media regionale. La scelta di non estendere i bus a tutte le tratte, come richiesto dalla Uil Trasporti, ha provocato una reazione immediata: "Questa è una decisione politica — commenta il segretario generale della Uil, Maurizio Landini — che penalizza i lavoratori più deboli. Se lo Stato non investe
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