protagonista), racconta la storia di un prete disilluso che, dopo aver assistito alle contraddizioni della Chiesa, decide di sfidare le istituzioni con un gesto simbolico: organizzare una processione inversa, da Venezia a Roma, portando con sé una croce vuota. La trama, ispirata a fatti reali — come le proteste contro la corruzione ecclesiastica degli anni Novanta —, si sviluppa tra ritratti crudi di politici e religiosi corrotti e una riflessione sulla laicità dello Stato. Favino, che ha già lavorato con Veronesi in Il traditore, ha dichiarato: «La fede, nel film, non è una questione di dogma, ma di resistenza. Se Dio esiste, ride delle nostre guerre». Il timing della presentazione non è casuale: il film arriva in un anno elettorale, con l’Italia divisa tra alleanze che promettono «ricostruzione morale» e partiti che usano la