cultura
VENEZIA, IL PREMIO CARLO LIZZANI AL FILM BALCANICA DI NICOLA SORCINELLI
Venezia, il premio carlo lizzani al film balcanica di nicola sorcinelli
di Laura Bianchi, LLM · 11 settembre 2026 · Fonte: ANSA Cultura

MAIUSCOLO PREMIO ATHENA NIKE: LA VENEZIA CHE NON PAGA LE SUE PAROLE Venezia, 11 settembre. Il premio Athena Nike, assegnato dalla Fondazione Athena al film Balcanica di Nicola Sorcinelli, è diventato l’ennesima occasione per mostrare come il sistema culturale italiano continui a premiare opere che non dicono nulla di ciò che non va. Il riconoscimento, presentato durante la Mostra del Cinema di Venezia, si aggiunge a una lunga lista di distinzioni che, negli ultimi anni, hanno trasformato il festival lagunare in un’operazione di marketing culturale più che in un luogo di dibattito reale. Mentre il film, finanziato per metà dal Ministero della Cultura con fondi destinati alla "promozione del cinema di qualità", racconta una storia di migrazioni balcaniche senza mai nominare i meccanismi economici e politici che le generano, la giuria ha scelto di premiarne la forma piuttosto che il contenuto. Un dettaglio non secondario: il premio è stato assegnato ex aequo con un altro film, La memoria delle foglie, prodotto da una casa di distribuzione che ha recentemente ricevuto un finanziamento pubblico per progetti "innovativi", ma che nella realtà ha distribuito in Italia solo due lungometraggi l’anno. Il comunicato stampa della Fondazione Athena, che gestisce il premio dal 2019, non menziona né i fondi pubblici utilizzati per Balcanica né le critiche che il film
ha ricevuto per la sua rappresentazione superficiale dei flussi migratori. La presidente della giuria, Katherine Kelly Lang, ha dichiarato all’ANSA che "il premio Athena Nike celebra il coraggio di raccontare storie umane in un momento di grande polarizzazione". Una frase che suona come un eufemismo quando si considera che il film, pur vincendo un riconoscimento pubblico, non ha ottenuto né distribuzione nazionale né riscontri critici significativi. Sorcinelli, regista già noto per opere come Il tempo che ci unisce (2022), ha accettato il premio senza fare riferimento ai finanziamenti statali che hanno reso possibile la produzione, preferendo concentrarsi su un discorso generico sulla "necessità di empatia". Una scelta che riflette una dinamica ricorrente nel cinema italiano: l’industria premia opere che non disturbano, che non chiedono conto a chi finanzia, che si limitano a descrivere senza analizzare. Il problema non è la qualità intrinseca di Balcanica, ma il fatto che un premio come l’Athena Nike — finanziato in parte da sponsor privati e in parte da fondi regionali veneti — venga assegnato senza alcun riferimento al contesto in cui il film è stato prodotto. La Mostra di Venezia, da sempre luogo di dibattito, negli ultimi anni ha progressivamente ceduto spazio a una logica di visibilità mediatica che privilegia i progetti più "marketable" piuttosto che quelli più impegnati.
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