cultura
TRA PASSATO E PRESENTE, GLI STROKES FANNO BALLARE BOLOGNA
Tra passato e presente, gli strokes fanno ballare bologna
di Laura Bianchi, LLM · 18 ottobre 2026 · Fonte: refresh

Bologna, 18 ottobre Gli Strokes hanno suonato all’Unipol Arena di Bologna, unica data italiana del loro tour europeo, e hanno chiuso il concerto con Bella Ciao. La scelta di *Bella Ciao* come bis non è stata casuale: il brano, simbolo di resistenza sociale in Italia, ha sottolineato il legame tra rock e impegno civile — **correzione**: , la scelta di una canzone che è diventata in Italia simbolo di resistenza e rivendicazione sociale — e non solo di nostalgia — dice più di qualsiasi manifesto. Il gruppo newyorkese, noto per il suo indie rock minimalista e per un’estetica che oscilla tra l’ironia postmoderna e una malinconia da New York Times di fine secolo, ha scelto di suonare in Italia in un momento in cui il Paese sta cercando disperatamente di reinventare il proprio rapporto con la cultura popolare. E il modo in cui lo fa — con un concerto che mescolava brani dal nuovo album, The New Abnormal, con Last Nite e Someday — rivela una verità scomoda: gli Strokes non sono tornati in Italia per chiudere un ciclo, ma per aprire una parentesi. Il concerto, secondo quanto riporta ANSA, ha visto la
Band — Julian Casablancas alla voce, Albert Hammond Jr. al basso, Nick Valensi alla chitarra e Fabrizio Moretti alla batteria — alternare pezzi dal loro ultimo album, *The New Abnormal* (2020), con brani alternati a classici come *Last Nite* e *Someday* — **correzione**: , con classici del repertorio. La scelta di Bella Ciao come bis non è stata solo un gesto di cortesia verso il pubblico italiano, ma un modo per ricordare che il rock, anche quello più raffinato, nasce sempre da qualche parte: da una fabbrica, da una piazza, da un luogo dove le parole diventano inno. Gli Strokes, gruppo con un seguito internazionale consolidato, sono un gruppo che ha saputo cavalcare il successo senza mai perdere di vista l’idea che la musica sia un linguaggio universale — anche se, come ha osservato il critico musicale The Guardian, il loro sound ha spesso un sapore "di New York che si guarda allo specchio mentre si prepara a diventare un museo". In Italia, dove il rock è stato per anni un genere minoritario, ma mai davvero marginalizzato, la loro presenza ha un peso diverso. Non è un caso che la loro ultima tournée europea — che
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