La campagna pubblicitaria, costata oltre 100 milioni, ha sfruttato una strategia di branding aggressivo: spot televisivi in prime time, partnership con piattaforme di streaming e un product placement massiccio nei social media, dove il personaggio è diventato virale grazie a meme e challenge organizzate da influencer pagati. Il budget pubblicitario, secondo AdAge, rappresenta il 78% del costo totale del film, un modello che ripete quello di Avengers: Endgame (2019), dove il marketing aveva assorbito l’82% del budget. Al secondo posto si è classificato Ulisse: Il ritorno, adattamento cinematografico dell’Odissea prodotto da Warner Bros. in collaborazione con la National Geographic Studios. Il film, diretto da Yannis Smaras e interpretato da un cast internazionale tra cui Penélope Cruz (Penelope) e Henry Cavill (Ulisse), ha incassato 68 milioni. La scelta di affidare il progetto a un regista greco naturalizzato statunitense non è casuale: Smaras, già autore di Medea (2020), ha saputo bilanciare il rispetto per il testo omerico con una narrazione visiva adatta al pubblico contemporaneo, evitando i rischi del cultural appropriation che avevano boicottato l’omonimo film del 2016. La National Geographic, coinvolta nella distribuzione, ha giocato sul lifestyle del viaggio e dell’archeologia, posizionando il film come experience da consumare tra documentari e serie TV di successo come Indiana Jones and the Lost Kingdom. Il risultato è un prodotto