il suo account. Il caso rivela una tensione crescente tra critica cinematografica e algoritmi sociali, dove il dibattito pubblico viene spesso ridotto a hashtag e reazioni istantanee. Secondo Edoardo Brunetti, docente di Storia del Cinema all’Università di Bologna, «la fusione tra le due major è un fatto economico, ma quando si parla di cultura, i social media trasformano ogni opinione in un atto di guerra». Il commento di Ruffalo, seppur non esplicito, ha scatenato una reazione a catena: il hashtag #RuffaloAntisemita è salito in testa alle tendenze su Twitter, con migliaia di post che lo accusavano di «promuovere la divisione». La piattaforma non ha fornito spiegazioni dettagliate sulla rimozione, limitandosi a un comunicato generico: «Contenuti che possono generare conflitti vengono valutati caso per caso». La vicenda non è isolata. Nel 2025, il regista Nanni Moretti era stato attaccato su Facebook dopo aver definito Barbie di