con un budget di 120.000 euro — finanziati per metà dalla regione e per metà da sponsor privati tra cui una fondazione bancaria e una cooperativa sociale — ha visto partecipare 47 opere, selezionate da una giuria composta da un accademico, un critico letterario e un ex ministro della Cultura. Faraj è stato scelto all’unanimità, ma la sua identità resta avvolta nel mistero: né il suo nome né il suo curriculum sono stati resi pubblici, se non attraverso una dichiarazione del vicepresidente umbro, che ha parlato di "anonimato necessario per proteggere la libertà creativa". Quando La Lente Mattutina ha chiesto conferma dell’esistenza del romanzo o dell’autore, la giuria ha risposto con un comunicato che definiva "irrilevanti" le domande "non pertinenti al valore simbolico del premio". Il caso non è isolato. Negli ultimi due anni, concorsi letterari regionali e nazionali hanno visto premi assegnati a opere inesistenti o a autori fantomatici, spesso legati a logiche di