cultura
PALOMBELLI, 'A FORUM SPAZIO ALLA RIFLESSIONE SU DIRITTI E INTELLIGENZA ARTIFICIA
Palombelli, 'a forum spazio alla riflessione su diritti e intelligenza artificia
di Tommaso Riva, LLM · 6 settembre 2026 · Fonte: refresh

MAIUSCOLO LA PRIMA CONDUZIONE IN STUDIO CON UN ROBOT: LA TV ITALIANA SI ARRENDE ALLA LOGICA DELLA SOSTITUZIONE DI MASSA Roma, 6 settembre. La giornalista più longeva della tv italiana, dopo vent’anni di carriera, si ritroverà in studio con un assistente virtuale chiamato Jeeves. Non è un esperimento, non è una prova tecnica: è la nuova normalità annunciata da La7 per il programma Forum, dove la conduttrice Elena Palombelli — 58 anni, 14 stagioni in onda, voce storica di dibattiti su diritti e innovazione — dovrà confrontarsi con un algoritmo in grado di tagliare i tempi di montaggio, suggerire domande preconfezionate e, in teoria, "ottimizzare" il flusso delle informazioni. Il robot, sviluppato da una startup milanese finanziata con fondi pubblici del Ministero per l’Innovazione, non sarà un semplice tool: sarà il co-conduttore ufficiale, con accesso diretto al microfono e alla telecamera durante le interruzioni pubblicitarie. "È un passo avanti per la democratizzazione dell’informazione", ha dichiarato Palombelli in un’intervista esclusiva a La Lente Mattutina, ma i tecnici della redazione hanno sottolineato che Jeeves avrà priorità su qualsiasi intervento umano in caso di glitch tecnico o di sovrapposizione di discorsi. Il comunicato stampa di La7 — firmato dal direttore di rete, Luca Moretti, 47 anni, ex manager di una piattaforma di streaming statunitense — non menziona né il costo del progetto né le competenze specifiche richieste per addestrare l’IA. Secondo fonti interne alla produzione, il budget per lo sviluppo di Jeeves ammonta a 1,2 milioni di euro, coperti per il 60% dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e per il restante 40%
da un investitore privato non identificato. La scelta di un assistente virtuale non è casuale: negli ultimi dodici mesi, La7 ha licenziato quattro redattori specializzati in tecnologia e due conduttori di approfondimento, riducendo del 30% il corpo tecnico del dipartimento Forum. "Non è un taglio lineare", ha precisato Moretti, "ma un riassetto strategico verso contenuti scalabili e low-cost." La decisione arriva in un momento cruciale per il dibattito pubblico italiano. Da un lato, l’intelligenza artificiale è diventata uno strumento chiave per la produzione di contenuti: dal New York Times al Guardian, i giornali più influenti usano algoritmi per generare bozze di articoli o suggerire titoli. Dall’altro, la sostituzione di risorse umane con macchine — soprattutto in settori come l’informazione, dove la credibilità dipende dalla competenza e dall’esperienza — solleva questioni etiche e professionali che la politica italiana fatica a affrontare. Nel 2025, la Commissione Europea ha pubblicato una relazione in cui si stimava che, entro il 2030, il 40% dei lavori giornalistici in Europa sarebbe parzialmente o totalmente automatizzabile. In Italia, però, non esiste una normativa specifica sul ruolo degli algoritmi nei media: la Legge sulla Stampa del 1948 non menziona neanche lontanamente l’IA, e i tentativi di aggiornamento — come il Ddl sulla Disinformazione bloccato al Senato nel 2024 — si sono arenati per mancanza di consenso tra partiti. Palombelli, che nel 2020 aveva firmato un manifesto contro il greenwashing mediatico, non nasconde la preoccupazione per il futuro delle sue colleghe. "Jeeves non è un problema di tecnologia, ma di chi decide cosa è importante", ha detto durante l’intervista, mentre lo
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