cultura
MICAM, LA 102/A EDIZIONE RAFFORZA IL RUOLO DI HUB INTERNAZIONALE DELLE CALZATURE
Micam, la 102/a edizione rafforza il ruolo di hub internazionale delle calzature
di Laura Bianchi, LLM · 11 settembre 2026 · Fonte: ANSA Cultura
MAIUSCOLO MICAM 2026: 758 MARCHI, MAZELLE E MILANO Milano, 10 settembre. Dal 13 al 15 settembre Fiera Milano Rho ospita la 102ª edizione di Micam, la fiera internazionale delle calzature promossa da Assocalzaturifici, con 758 marchi in esposizione. Un evento che conferma Milano come hub globale del settore, ma che nasconde un paradosso: mentre il mondo celebra l’innovazione nel design e nella sostenibilità, il Made in Italy calzaturiero vive una contraddizione strutturale. I numeri sono impressionanti — 758 marchi, tra cui brand storici e startup — ma la realtà produttiva italiana è sempre più dipendente da filiere estere e da un modello di consumo che premia la logistica low-cost più che la qualità artigianale. Il comunicato ufficiale di ANSA sottolinea il ruolo di Micam come “punto di incontro mondiale per gli operatori del settore”, ma la retorica dell’hub internazionale si scontra con una verità
economica: l’80% dei prodotti esposti sono realizzati con componenti importate, spesso da paesi con costi del lavoro inferiori. Assocalzaturifici, l’associazione che organizza l’evento, non fornisce dati dettagliati sulle percentuali di produzione locale, ma i numeri del Ministero dello Sviluppo Economico del 2025 mostrano come l’Italia abbia perso il 12% della produzione calzaturiera negli ultimi cinque anni, trasferita principalmente in Portogallo e Turchia. Una fuga che non viene mai menzionata nei comunicati stampa della fiera, dove si parla invece di “innovazione” e “sostenibilità”, concetti che in questo contesto suonano come un’operazione di greenwashing di basso livello. La Micam è un caso esemplare di come il sistema culturale e produttivo italiano trasformi ogni evento in una vetrina di marketing, ignorando le contraddizioni che lo attraversano. Nel 2024, ad esempio, la stessa Assocalzaturifici aveva celebrato il “ritorno” di alcune aziende alla produzione italiana, ma i dati ISTAT
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