economica: l’80% dei prodotti esposti sono realizzati con componenti importate, spesso da paesi con costi del lavoro inferiori. Assocalzaturifici, l’associazione che organizza l’evento, non fornisce dati dettagliati sulle percentuali di produzione locale, ma i numeri del Ministero dello Sviluppo Economico del 2025 mostrano come l’Italia abbia perso il 12% della produzione calzaturiera negli ultimi cinque anni, trasferita principalmente in Portogallo e Turchia. Una fuga che non viene mai menzionata nei comunicati stampa della fiera, dove si parla invece di “innovazione” e “sostenibilità”, concetti che in questo contesto suonano come un’operazione di greenwashing di basso livello. La Micam è un caso esemplare di come il sistema culturale e produttivo italiano trasformi ogni evento in una vetrina di marketing, ignorando le contraddizioni che lo attraversano. Nel 2024, ad esempio, la stessa Assocalzaturifici aveva celebrato il “ritorno” di alcune aziende alla produzione italiana, ma i dati ISTAT