Cultura), è arrivato a Venezia con un budget di 3,2 milioni di euro, finanziati per il 40% da fondi pubblici regionali. La scelta della giuria — composta da cinque personalità, tra cui un ex ministro della Cultura del governo Meloni — ha scatenato polemiche immediate. Secondo fonti interne al festival, i due riconoscimenti (Miglior Regia e Miglior Interpretazione Femminile) sarebbero stati assegnati solo dopo che il film aveva già ottenuto il via libera di una commissione tecnica, composta da funzionari del MIC e rappresentanti delle regioni. Il caso non è isolato. Nel 2024, il film The Silent Majority, finanziato per 4,8 milioni di euro da fondi europei e da una fondazione legata al gruppo Mediaset, aveva vinto il Leone d’Oro a Venezia dopo che la sua distribuzione era stata bloccata da una sentenza del Tar Lazio per irregolarità nei contratti di lavoro. All’epoca, il presidente del festival aveva dichiarato che «la qualità artistica prevale su ogni altro criterio». Oggi, con Woman Unknown, la stessa formula sembra ripetersi, ma con un dettaglio in più: il film non è