riprese — rappresenta meno del 5% del costo totale. "Abbiamo fatto il film con i soldi del mio risparmio e quelli di tre amici", ha spiegato Rocca in un’intervista al Corriere della Sera prima della premiazione. "Ora speriamo che il premio serva almeno a pagare la postproduzione." La postproduzione, in questo caso, è un eufemismo: si tratta di montaggio, sonoro e color grading, tre fasi che in un’industria come quella italiana vengono spesso saltate o ridotte all’osso per risparmiare. Il premio, invece, andrà a coprire solo una parte di ciò che manca. La Festa del Cinema di Roma, storicamente legata a un certo tipo di cinema d’autore — quello che sa vendere l’idea di "genio isolato" più che il prodotto finito — ha premiato un film che, se non altro, ha il merito di non nascondere le proprie condizioni di produzione. L’ora di tutti è un dramma sociale che racconta la vita di operai edili in una periferia romana, un tema che in Italia viene spesso trattato con retorica o con un certo compiacimento per la "verità cruda", ma mai con la precisione di un documentario. Rocca, che ha lavorato come assistente regista per anni, conosce il mestiere da dentro: sa che un film su questo argomento avrebbe