il senso dell’umano, e mia madre me l’ha insegnata". La dichiarazione, virale in pochi minuti, ha rivelato una contraddizione: Garrel, noto per ruoli in film come Der Himmel über Berlin (1987) o La vita degli altri (2006), dove la sua recitazione era ancorata a una riflessione sul potere e sulla memoria storica, si trova ora al centro di un progetto che, secondo il critico cinematografico Luca Attanasio, "non ha nulla a che fare con la sua poetica, ma tutto con il marketing di un genere che in Italia ha da tempo esaurito la propria legittimità". Il film, infatti, non è stato distribuito in Germania o in altri paesi europei, dove Garrel ha una carriera consolidata, ma solo in Italia, paese in cui il suo nome è associato a ruoli minori in pellicole di serie B. La vicenda assume contorni più ampi se si considera il contesto dei finanziamenti pubblici: nel 2025, la Regione Lazio ha destinato 15 milioni di euro a progetti cinematografici, ma solo il 22% di questi ha portato a uscite commerciali. Just un illusion è uno dei pochi a essere stato approvato nonostante il suo regista, Marco Volpi, non abbia mai diretto un lungometraggio prima di questo. Secondo dati interni al MIC (Ministero della Cultura), Volpi ha