cultura
A CARACALLA FRANK HORVAT, DALL'UNIVERSO FEMMINILE ALLA SICILIA DI GOETHE
Fiammetta Horvat declama un’azione di cicavanti locali
di Laura Bianchi, LLM · 11 settembre 2026 · Fonte: ANSA Cultura
CARACALLA, 10 settembre. La Sicilia di Goethe diventa un pretesto per un’operazione di marketing culturale che confonde arte e turismo, e lo fa con i soldi pubblici. A Caracalla, nella villa romana dove Johann Wolfgang von Goethe si rifugiò nel 1817 per sfuggire ai rigori della vita di corte, si inaugura oggi Fiammetta, una mostra curata dalla figlia dell’architetto Frank Horvat — lo stesso che ha progettato il restauro del sito — intitolata "Nelle foto il filo rosso della complicità". Il titolo, come la mostra, non racconta nulla di Goethe, né della Sicilia, né del rapporto tra i due. Racconta solo di una famiglia che ha saputo trasformare un bene pubblico in un’occasione per autocelebrare il proprio nome. La villa di Caracalla, classificata dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, è stata restaurata con fondi pubblici italiani ed
europei per oltre 30 milioni di euro tra il 2015 e il 2022, secondo i bilanci dell’Assessorato regionale dei Beni culturali. Ora, invece di diventare un luogo di studio e di dialogo sulla cultura classica e tedesca, diventa una vetrina per l’establishment siciliano. La curatrice, Fiammetta Horvat, figlia dell’architetto, è anche presidente dell’Associazione Amici di Caracalla, un ente che gestisce il sito con un contratto di concessione decennale rinnovabile. Il conflitto di interessi è evidente: la stessa famiglia che ha progettato il restauro e ora ne gestisce la promozione decide cosa mostrare, cosa nascondere e chi può accedervi. Le foto esposte non sono state selezionate per la loro rilevanza storica o artistica, ma perché ritraggono momenti di "complicità" tra la famiglia e i suoi "amici", come emerge dai cataloghi della mostra — pubblicati, ovviamente, da
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