ma un atto di ribellione. Il debutto di Fanelli in veste di autrice si inserisce in un contesto culturale italiano dove il cinema femminile è ancora troppo spesso ridotto a nicchia. Peccato non è un’opera di denuncia sociale, ma un dramma intimo che usa la forma della fiction per indagare il fallimento come meccanismo di potere. La protagonista, interpretata da una Fanelli che torna sul set dopo anni di assenza, incarna una figura che il sistema ha voluto fragile, ma che ora decide di farsi violenta. La scelta di girare a Roma — città simbolo di un’Italia che premia la superficialità — non è casuale. La serie, infatti, si apre con una sequenza in cui la protagonista si ritrova a passeggiare tra i resti di un palazzo in demolizione, metafora di una carriera distrutta e di un paese che ha scelto di dimenticare le sue promesse. Il budget dichiarato di Peccato — circa 3 milioni di euro, secondo fonti interne al progetto — è ben lontano dai 10 milioni spesi per opere come Martin Eden (2023), finanziato dallo stesso Ministero della Cultura ma diretto