ELIO DE CAPITANI, 'L'OROLOGIO AMERICANO' CHE PARLA DELL'OGGI
Elio de capitani, 'l'orologio americano' che parla dell'oggi

MAIUSCOLO "L’OROLOGIO AMERICANO" MOSTRA IL DEBITO CHE NESSUNO NOMINA Roma, 18 ottobre 2026 Elio De Capitani, figlio del regista Giorgio e nipote dell’attrice Remo, ha presentato L’orologio americano al Teatro Eliseo, un’opera teatrale che usa il mito della Grande Depressione per raccontare il presente italiano. Lo spettacolo, finanziato per il 40% dalla Regione Lazio (con un contributo di 120.000 euro) e per il 30% dal MIC (Ministero della Cultura), si apre con una scena chiave: un banchiere di Wall Street, interpretato da un attore sconosciuto ai più, annuncia in diretta televisiva che il sistema finanziario è sull’orlo del collasso. Il pubblico del 1929, come quello del 2026, reagisce con un silenzio imbarazzato. La differenza? Nel 1929 c’erano le banche da salvare. Nel 2026, come spiega De Capitani in un’intervista all’ANSA, «il problema non sono più i titoli azionari, ma i titoli di Stato. E nessuno lo dice». La scelta di ambientare la pièce nel 1929 non è casuale. De Capitani, che ha studiato cinema a Bologna e ha lavorato come sceneggiatore per una produzione televisiva che ha poi chiuso nel 2020 dopo un’inchiesta sulle tangenti del MIC, conosce bene i meccanismi di un sistema che premia il
