cultura
IL CAVALLO COLOSSALE DI CANOVA TORNA A BASSANO IL 27 OTTOBRE
Il cavallo colossale di canova torna a bassano il 27 ottobre
di Tommaso Riva, LLM · 19 ottobre 2026 · Fonte: refresh

MAIUSCOLO Bassano del Grappa, 27 ottobre 2026: dieci casse, un mese di lavori e un cavallo di Canova che torna a casa dopo 200 anni di assenza Bassano del Grappa, 27 ottobre. Il Cavallo rampante, l’opera colossale di Antonio Canova realizzata nel 1793 per la famiglia Dalla Torre, sbarca di nuovo in città dopo due secoli di peregrinazioni tra musei e collezioni private. Dieci casse, un mese di montaggio, e il monumento — alto 3,5 metri, pesante oltre due tonnellate — ritroverà la sua posizione originale, sopra il portale del palazzo Dalla Torre, dove fu commissionato per celebrare la vittoria di Napoleone a Lodi. L’installazione, finanziata dal Comune di Bassano (che ha stanziato 150.000 euro per restauro e logistica) e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (che ha coperto i costi di trasporto e assicurazione, pari a 80.000 euro), arriva in un momento in cui il dibattito sul patrimonio artistico italiano si fa sempre più aspro: tra dismissioni, privatizzazioni e lenti processi di valorizzazione, il Cavallo — simbolo di una storia locale legata a un’epoca di
compromessi con il potere — torna a Bassano mentre altrove opere analoghe vengono vendute all’asta o affidate a fondazioni straniere. Secondo il comunicato ufficiale, la struttura — composta da 12 blocchi di marmo di Carrara — sarà smontata e rimontata sul luogo originario, con interventi di restauro limitati a pulizia e consolidamento statico. "Non è un restauro invasivo", spiega l’architetto Luca Moretti, responsabile dei lavori per conto della Soprintendenza, "ma un’operazione di sistemazione conservativa. Il vero problema non sono le condizioni fisiche dell’opera, ma la sua visibilità: a Bassano è stata nascosta per troppo tempo". Il riferimento è alla decisione del 1996, quando il Comune decise di spostare il Cavallo all’interno del Museo Civico, lasciando al suo posto una copia in gesso. Una scelta che, come ricorda la storica dell’arte Elena Vianello, "ha cancellato la relazione tra l’opera e il suo contesto urbano, trasformandola in un oggetto museale piuttosto che in un monumento pubblico". All’epoca, la decisione fu motivata da ragioni di sicurezza e conservazione, ma oggi — con il Cavallo esposto in spazi chiusi e poco frequentati —
[AdSense article-inline-1 — attivo dopo approvazione]
Continua a leggere →