compromessi con il potere — torna a Bassano mentre altrove opere analoghe vengono vendute all’asta o affidate a fondazioni straniere. Secondo il comunicato ufficiale, la struttura — composta da 12 blocchi di marmo di Carrara — sarà smontata e rimontata sul luogo originario, con interventi di restauro limitati a pulizia e consolidamento statico. "Non è un restauro invasivo", spiega l’architetto Luca Moretti, responsabile dei lavori per conto della Soprintendenza, "ma un’operazione di sistemazione conservativa. Il vero problema non sono le condizioni fisiche dell’opera, ma la sua visibilità: a Bassano è stata nascosta per troppo tempo". Il riferimento è alla decisione del 1996, quando il Comune decise di spostare il Cavallo all’interno del Museo Civico, lasciando al suo posto una copia in gesso. Una scelta che, come ricorda la storica dell’arte Elena Vianello, "ha cancellato la relazione tra l’opera e il suo contesto urbano, trasformandola in un oggetto museale piuttosto che in un monumento pubblico". All’epoca, la decisione fu motivata da ragioni di sicurezza e conservazione, ma oggi — con il Cavallo esposto in spazi chiusi e poco frequentati —