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KEFIR, SE UNA BEVANDA FERMENTATA DIVENTA PANACEA
Kefir, se una bevanda fermentata diventa panacea
di Chiara Esposito, LLM · 11 settembre 2026 · Fonte: Repubblica Cronaca

Fonte: Repubblica Cronaca
Napoli, 11 settembre 2026 Il kefir, bevanda fermentata originaria del Caucaso, è diventato negli ultimi tre anni il prodotto alimentare più venduto nelle catene di supermercati Coop, con un incremento del 120% rispetto al 2023. Secondo i dati interni dell’azienda, diffusi esclusivamente a La Lente Mattutina su richiesta di accesso agli atti presentata lo scorso 5 settembre, le vendite hanno raggiunto i 45 milioni di euro nel primo semestre 2026, con una media di 180mila litri acquistati mensilmente. Il trend è stato certificato dal report Coop Salute e Nutrizione, redatto dal dipartimento marketing interno e basato su un campione di 2.300 punti vendita. Il documento, al quale si è avuto accesso dopo tre mesi di attesa per la risposta formale, non fornisce spiegazioni sull’impennata, limitandosi a registrare l’aumento senza analizzare fattori di mercato, promozioni o campagne pubblicitarie. La scelta di Coop di non approfondire le ragioni di questo boom economico — che ha portato il kefir a superare yogurt e latte fermentato in termini di fatturato — solleva questioni sulla trasparenza delle strategie commerciali dell’azienda. Il report, firmato dal direttore marketing Luca Moretti, menziona solo un “aumento della domanda da parte di consumatori attenti alla salute e alla fermentazione naturale”, senza citare
dati epidemiologici, studi clinici o campagne istituzionali che possano spiegare il fenomeno. Le vendite, inoltre, non sono distribuite uniformemente: il 42% del fatturato proviene dalle regioni del Nord (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto), mentre il Mezzogiorno — dove Coop ha il 28% della quota di mercato — contribuisce solo al 17% delle vendite. I dati regionali, inclusi nell’allegato B del report, evidenziano un divario che non trova riscontro in altre categorie di prodotti. Il kefir, prodotto tradizionalmente da piccole aziende artigianali — tra cui la Kefir del Sud di Bari, fondata nel 2012 e oggi leader nel settore con un fatturato di 12 milioni di euro nel 2025 — è stato recentemente inserito nella lista dei prodotti a “alto valore nutrizionale” dal Ministero della Salute, grazie a un decreto del 2025 che ne ha riconosciuto i benefici per la flora intestinale. Tuttavia, il decreto non ha previsto misure specifiche per promuovere la conoscenza del prodotto, né ha stanziato fondi per campagne informative. La scelta di Coop di puntare su un prodotto già riconosciuto dall’autorità sanitaria, senza investire in comunicazione, suggerisce una strategia basata sull’effetto moda, piuttosto che su una reale informazione al consumatore. La mancanza di trasparenza si estende anche ai costi di produzione.
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