di Finanza — depositato ieri presso il 13º Ufficio del PM ambientale — si legge che il conducente dell’autobotte, Matteo R., 34 anni, residente a Bollate, ha dichiarato di aver "sbagliato manovra" durante il rifornimento di un deposito privato in zona Porta Genova. "Non ho visto il tombino aperto perché la luce era spenta", ha dichiarato R. al verbale, firmato dal tenente colonnello Luca V. alle 9:47. Le intercettazioni ambientali dei giorni scorsi — rese pubbliche solo ieri dalla difesa della società Eurotrasporti — rivelano però che la manutenzione dei tombini in zona era stata segnalata come "ritardata" in una email interna datata 20 agosto, indirizzata al responsabile logistico Davide S. ("urgente: tombino via Durini, segnalato rotto da due settimane, rischio fuoriuscita"). La società non ha ancora risposto alle richieste di chiarimenti della redazione. Il caso non è isolato. Secondo i dati dell’Arpa Lombardia, dal 2020 al 2026 sono stati segnalati 47 episodi di sversamenti industriali nei corsi d’acqua milanesi, con un picco nel 2023 — anno in cui il Naviglio Grande è stato classificato come "zona a rischio inquinamento cronico" dal Ministero della Transizione Ecologica.