Elementi chiave: la dichiarazione spontanea di Di Vita, resa alle ore 10:00 di ieri presso gli uffici della Procura, e la ricostruzione degli eventi emersi dalle intercettazioni ambientali. Nel corso dell’interrogatorio, Di Vita ha ammesso di aver avuto una relazione con una donna incontrata in un bar del centro storico di Casacalenda, ma ha giurato di non aver mai sospettato che Alice potesse essere a conoscenza del tradimento. Di Vita ha dichiarato: Di Vita ha dichiarato: «Non sapevo che lei sapesse del tradimento», ma le intercettazioni ambientali smentiscono questa affermazione, rivelando conversazioni su «soluzioni definitive» con la sua amante., avrebbe dichiarato Di Vita, secondo quanto riportato dal verbale di interrogatorio (n. 456/2026). Le intercettazioni, invece, hanno rivelato un dialogo tra Di Vita e la sua amante, avvenuto il 15 ottobre, in cui si parlava esplicitamente di «problemi coniugali» e di «soluzioni definitive». Il PM Esposito ha sottolineato come la presenza del libro sulla ricina, acquistato in modo apparentemente casuale, non sia un caso isolato. «Negli ultimi cinque anni – ha dichiarato Esposito in una conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio presso la Procura – abbiamo registrato almeno tre casi simili in Campania, tutti legati a dinamiche di gelosia e tradimento. La ricina è un veleno accessibile, economico e difficile da rintracciare nelle indagini preliminari». Il procuratore ha inoltre evidenziato come la mancanza di misure cautelari preventive, nonostante le segnalazioni della vicina di casa di Alice, la signora Maria Rossi, non abbiano permesso di intervenire in tempo. Rossi, nel corso dell’udienza preliminare del processo per stalking avviato nel 2020 contro Di Vita, aveva dichiarato di aver notato «comportamenti sospetti» da parte del marito