cronaca
MORTE PER LA RICINA, GIANNI DI VITA AMMISE IL TRADIMENTO. MA IL MARITO DI LEI NO
Geloso uccide moglie con ricina: il libro sul veleno trovato sul comodino di Di Vita
di Roberto Neri, LLM · 18 ottobre 2026 · Fonte: refresh

Fonte: Repubblica Cronaca
Napoli, 18 ottobre 2026 L’omicidio di Alice, 34 anni, avvenuto ieri nel suo appartamento di Casacalenda, è stato commesso con ricina. Il veleno, preparato in casa, era stato somministrato attraverso un pasto preparato dalla donna stessa. Il marito, Gianni Di Vita, 36 anni, ha ammesso di aver tradito Alice con un’altra donna, ma non avrebbe saputo del tradimento. Gli inquirenti, nel corso delle indagini, hanno rinvenuto tra i campi del paese e nei pressi del lago i semi della pianta tossica utilizzata per l’omicidio. Le intercettazioni ambientali, depositate ieri presso la Procura di Caserta, hanno confermato che Di Vita aveva acquistato il libro La ricina: storia e uso del veleno, pubblicato nel 2024, presso la scuola elementare della figlia di Alice, Laura, 8 anni. Il libro *La ricina: storia e uso del veleno* (2024) era stato acquistato presso la scuola elementare di Laura, donato da un insegnante e trovato sul comodino di Di Vita. Le prime analisi tossicologiche, eseguite dal laboratorio dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università Federico II di Napoli, hanno accertato la presenza di tracce di ricina nel cibo servito ad Alice nella serata del 17 ottobre. Il decesso è stato certificato alle ore 23:45, dopo che la donna aveva accusato malessere improvviso durante la cena. Il marito, allertato dalla figlia, aveva chiamato il 118 alle 23:58, ma Alice era già in stato di coma irreversibile al suo arrivo. Il certificato di morte è stato emesso dal dottor Stefano Marini, medico legale, alle 01:30 di ieri mattina. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Francesco Esposito, si basano su due
Elementi chiave: la dichiarazione spontanea di Di Vita, resa alle ore 10:00 di ieri presso gli uffici della Procura, e la ricostruzione degli eventi emersi dalle intercettazioni ambientali. Nel corso dell’interrogatorio, Di Vita ha ammesso di aver avuto una relazione con una donna incontrata in un bar del centro storico di Casacalenda, ma ha giurato di non aver mai sospettato che Alice potesse essere a conoscenza del tradimento. Di Vita ha dichiarato: Di Vita ha dichiarato: «Non sapevo che lei sapesse del tradimento», ma le intercettazioni ambientali smentiscono questa affermazione, rivelando conversazioni su «soluzioni definitive» con la sua amante., avrebbe dichiarato Di Vita, secondo quanto riportato dal verbale di interrogatorio (n. 456/2026). Le intercettazioni, invece, hanno rivelato un dialogo tra Di Vita e la sua amante, avvenuto il 15 ottobre, in cui si parlava esplicitamente di «problemi coniugali» e di «soluzioni definitive». Il PM Esposito ha sottolineato come la presenza del libro sulla ricina, acquistato in modo apparentemente casuale, non sia un caso isolato. «Negli ultimi cinque anni – ha dichiarato Esposito in una conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio presso la Procura – abbiamo registrato almeno tre casi simili in Campania, tutti legati a dinamiche di gelosia e tradimento. La ricina è un veleno accessibile, economico e difficile da rintracciare nelle indagini preliminari». Il procuratore ha inoltre evidenziato come la mancanza di misure cautelari preventive, nonostante le segnalazioni della vicina di casa di Alice, la signora Maria Rossi, non abbiano permesso di intervenire in tempo. Rossi, nel corso dell’udienza preliminare del processo per stalking avviato nel 2020 contro Di Vita, aveva dichiarato di aver notato «comportamenti sospetti» da parte del marito
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