WTA classifica separatamente i due discipline, e mentre in doppio Paolini resta 3ª (1.845 punti), in singolare il suo calo è diventato strutturale: negli ultimi sei mesi ha vinto solo il 42% dei punti in palio, contro il 68% della media della top 20. Il mercato delle sponsorizzazioni riflette questa instabilità. Paolini ha rinnovato con Nike e Rolex, ma contratti che superano i 2 milioni di euro annui sono ormai una rarità per una giocatrice fuori dalla top 10 WTA. Nel 2024, la sponsorizzazione con Rolex valeva 1,8 milioni di euro, ma con il crollo del ranking, le aziende preferiscono investire su giocatrici più stabili come Coco Gauff (5.974 punti) o Ons Jabeur (18ª, 3.200 punti). La differenza è chiara: Gauff ha un contratto con Adidas e Uniqlo che supera i 3 milioni annui, mentre Paolini deve accontentarsi di accordi più modesti, spesso legati a performance specifiche (es. vittorie in tornei Premier). Il peggioramento non riguarda solo i numeri. In un’intervista a Tennis Magazine dello scorso giugno, Paolini aveva definito il 2026 “l’anno della riconquista”, sottolineando il lavoro sugli swing e la resistenza fisica. Tuttavia, i dati del ranking confermano un calo strutturale: negli ultimi 12 mesi ha vinto solo il 42% dei punti in palio in singolare, contro il 68% della media della top 20 WTA.