e i restanti si accontentano di sopravvivere. Il suo salto in top 6 è stato possibile grazie a una stagione in cui ha vinto un torneo ATP 250 e raggiunto i quarti di un Masters 1000, ma i premi in denaro — 1,3 milioni di dollari per Sinner contro i 500mila di Cobolli in un anno — mostrano come la piramide del tennis sia costruita su una base di precariato. Il problema non è solo economico. È strutturale. L’ATP ha recentemente annunciato un aumento del 10% dei premi per le finali, ma i cambiamenti sono lenti e i benefici arrivano sempre ai primi. Cobolli, che nel 2025 ha guadagnato 4,2 milioni di dollari (dati ATP Player Ranking), ha firmato un contratto con un marchio di abbigliamento sportivo che paga 300mila euro l’anno, ma il suo stipendio netto — se lo avesse — sarebbe comunque una frazione di quello di Sinner, che nel 2024 ha incassato 18 milioni di dollari tra premi e sponsor. Il tennis italiano, come spesso accade, è