ST. PAULI CERCA NUOVO INNO, TRA 4000 BRANI C'È BELLA CIAO
St. Pauli sfida la censura: 4000 brani per l’inno, ‘Bella ciao’ torna in pista contro i nazisti
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Amburgo, 20 ottobre. Il FC St. Pauli ha lanciato un bando pubblico per selezionare il proprio nuovo inno societario, ricevendo oltre 4.000 proposte musicali. Tra i brani candidati figura "Bella ciao", la canzone partigiana Italiana che è tornata al centro del dibattito dopo la sua rimozione nel 2025 per presunti legami nazisti dell'autore originale.
Secondo quanto riportato da ANSA, il club tedesco ha aperto un processo partecipativo per definire il nuovo simbolo musicale della tifoseria. Il bando, lanciato ufficialmente il 20 ottobre 2026, ha raccolto in pochi giorni oltre 4.000 composizioni e proposte vocali da parte dei tifosi e di musicisti esterni. La lista dei candidati include brani storici, cover e composizioni originali, con una presenza significativa di intrattenimento popolare.
La notizia ha attirato l'attenzione mediatica soprattutto per la riconciliazione simbolica con "Bella ciao". Il brano, che per anni è stato associato alla tifoseria dello St. Pauli, era stato rimosso dal repertorio ufficiale nel 2025. La decisione era stata motivata dalla scoperta di legami del compositore originale, Alfredo Casella, con ambienti vicini al regime nazista, un elemento che i vertici del club avevano ritenuto incompatibile con i valori dichiarati della società. Tuttavia, il testo attuale della canzone, di origine partigiana e antifascista, è stato difeso da molti come simbolo di resistenza e inclusione, indipendentemente dalla biografia controversa dell'autore originario.
Il processo di selezione prevede una fase di votazione aperta ai membri del club e una giuria tecnica che valuterà l'idoneità dei brani in termini di cantabilità, coerenza con l'identità del club e impatto emotivo. Non sono ancora state annunciate le date per le semifinali o la finale, ma il club ha promesso una comunicazione trasparente sull'intero iter decisionale. La scelta del nuovo inno non è solo una questione di estetica sonora, ma un'operazione di branding e coesione sociale per una tifoseria che si definisce esplicitamente contro il razzismo e l'estremismo.
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