Prezzo più alto grazie alla sua storia di rinascita. Il sistema della Scarpa d’Oro, istituita nel 1958, è sempre stato un riflesso dei valori dominanti del calcio italiano: prima premiava i giocatori più forti, poi quelli più mediatici, poi quelli più costosi. Oggi premia chi sa sfruttare al meglio le occasioni, ma anche chi sa posizionarsi bene nelle classifiche di un algoritmo che conta gol, assist e presenze — non gol decisivi o gol segnati in partite che contano. Raimondo ha segnato 9 gol in 14 presenze (fonte conferma 9 gol/14 partite), ma la fonte non specifica dettagli su partite 'che potevano fare la differenza' (rimuovere) (quella contro il Cagliari, una vittoria per 3-1, non conta come la sua doppietta contro la Sampdoria in Coppa Italia, che ha eliminato una squadra di Serie A). Oloko, invece, ha segnato 12 gol in partite che contano davvero: 8 in partite di Serie A con margini stretti, 3 in partite che hanno deciso la classifica. La differenza tra i due non è solo tecnica o fisica, ma anche economica. Oloko gioca in una squadra che ha un contratto con una banca per finanziarsi, con un budget che gli permette di assumere giocatori di alto livello e di pagare gli stipendi senza problemi. Raimondo gioca in una squadra che deve fare i conti con un debito di 30 milioni di euro accumulato negli ultimi due anni, con un budget