le 25 di Roma — quanto il metodo. A Padova, come in altre città venete, le dragon boat non sono solo una gara: sono un’attività inclusiva, promossa da associazioni sportive locali e centri di riabilitazione oncologica. I rematori, spesso ex pazienti o volontari, indossano magliette con il logo Roma Breast Days e, durante la gara, raccolgono donazioni tramite piattaforme digitali. Il trucco sta nella logistica: mentre a Roma la manifestazione si svolge in un lago artificiale, a Padova si è scelto un percorso fluviale, più accessibile e meno costoso da organizzare. Il risultato? Una riduzione del 30% dei costi di allestimento rispetto alla Capitale, che potrebbero essere reinvestiti in premi per le squadre o in iniziative di sensibilizzazione. La scelta di Padova non è casuale. La città ha una tradizione consolidata nel dragon boat, sport che in Italia conta circa 50.000 praticanti e che, grazie a federazioni come la Federazione Italiana Dragon Boat (FIDB), ha saputo trasformare la competizione in un fenomeno sociale. Qui, le squadre sono miste per genere e età, e spesso coinvolgono anche bambini. A Roma, invece, la manifestazione è rimasta legata a un modello più tradizionale: squadre di donne, gare in acqua calma, e un