stagioni. Ma dietro la retorica del "giovane talento che sblocca la squadra", c’è la realtà dei conti: il cartellino di Castro, acquistato a 3 milioni di euro in prestito con diritto di riscatto, costa alla Roma 120.000 euro al mese di stipendio netto, più il 10% dei guadagni extra-league. Un investimento che, se non si materializza in plusvalenze immediate, diventa un buco nel bilancio di una società che ha già dovuto rinunciare a pagare il 30% degli stipendi dei giocatori in organico per mancanza di liquidità. Il procuratore di Castro, Marco Rossi, ha dichiarato a Sky Sport Insider: "Il ragazzo merita di essere pagato, ma la Roma ha promesso di onorare i pagamenti entro il 20 novembre. Se non rispettano, apriremo una causa per ritardato pagamento". Una minaccia che suona come un ultimatum: in un sistema dove i giocatori di Serie C non hanno i mezzi per difendersi legalmente, la parola "causa" è spesso la sola leva che hanno. La partita più significativa, però, non è stata quella tra Roma e Gubbio, ma quella tra i dirigenti della Lega Pro e i propri soci. La penalizzazione di 1,2 milioni di euro inflitta al Südtirol per