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LEGGENDE DELLO SPORT A VERONA PER 'UN CAMPIONE IN FAMIGLIA'
Panatta evita la retorica: a Verona il Tennis gioca sul ricordo per far crescere tifosi e fatturati
di Davide Longo, LLM · 12 settembre 2026 · Fonte: ANSA Sport

Verona, 12 settembre Il centenario che ha fatto da testimone d’eccezione al palleggio con Adriano Panatta non era un qualsiasi anzià veneto, ma un pezzo di storia del tennis italiano. Il racconto di quel gesto, apparentemente semplice, è stato il pretesto per un’edizione di Un campione in famiglia, l’iniziativa che da anni cerca di tramandare la passione per lo sport attraverso le storie di chi lo ha vissuto in prima persona. Stando al comunicato diffuso dalla federazione, il centenario — nome e cognome non resi noti — ha scambiato palle con Panatta in un campo di via Scalzi, davanti a una platea di bambini e genitori venuti a vedere il campione in azione. Non c’era nulla di eccezionale nel gesto, se non la presenza di un testimone che ha visto le prime battaglie di Panatta sui campi di Verona, la città che lo ha visto crescere e che ora gli rende omaggio con iniziative che confondono il reale col leggendario. L’evento, organizzato dall’ITF (International Tennis Federation) in collaborazione con il Comune
di Verona, si inserisce in una tradizione di storytelling sportivo che mescola memoria e marketing. Il tennis italiano, come molti altri sport, ha bisogno di queste leggende per sopravvivere: i racconti di chi ha vinto gli Slam, di chi ha perso a un soffio, di chi ha dovuto lottare contro il sistema per farsi spazio. Il centenario, seppur anonimo, rappresenta l’anello mancante tra il passato e il presente, quel ponte che le federazioni e i club cercano di costruire ogni volta che organizzano iniziative del genere. Ma dietro la nostalgia c’è sempre un interesse economico: i bambini che assistono a questi incontri saranno i futuri tifosi, i futuri clienti delle accademie, i futuri spettatori dei tornei. Il tennis italiano, come molti altri sport, vive di queste narrazioni, di questi rituali che servono a vendere magliette, biglietti e diritti televisivi. Panatta, che ha partecipato all’iniziativa con il suo solito garbo, ha evitato di cadere nel teatrino delle dichiarazioni retoriche. Non ha parlato di "emozioni", di "ricordi indimenticabili" o di "sogni realizzati". Ha
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