investimenti strutturali nel roster. Tatum, che nel 2022 aveva vinto l’MVP delle Finali Eastern Conference con una media di 28,6 punti, 9,6 rimbalzi e 6,5 assist, è consapevole che il suo valore di mercato non è solo legato alle prestazioni sul parquet, ma anche alla capacità di attirare sponsor e giovani talenti. Il suo ultimo rinnovo, infatti, è stato accompagnato da un accordo con la New Balance che gli garantisce un compenso annuo di 10 milioni solo per il brand endorsement, senza contare i performance bonuses legati agli obiettivi di squadra. Il problema è che, mentre Tatum rappresenta il 18% del budget della squadra (dati Spotrac), i Celtics hanno accumulato un debito di 175 milioni di dollari nei player payroll loans — prestiti concessi ai giocatori per coprire i loro stipendi, ma che gravano sul bilancio della franchigia. La NBA ha avvertito Boston che, se il debito non viene ridotto entro la fine della stagione, la squadra rischia di essere penalizzata nelle future draft lotteries. La dirigenza, guidata dal presidente Joe Mazzulla, ha cercato di arginare il problema cedendo asset meno preziosi, come il giovane forward Malachi Flynn (plusvalenza di 18 milioni), ma il core del roster — Tatum, Jaylen Brown e Marcus Smart — rimane intoccabile. Il contratto di Brown, rinnovato per 11 anni e 140 milioni, è stato negoziato in modo tale da allineare i termini economici a quelli di Tatum, creando un duopoly che, secondo Forbes, rappresenta il 32% del payroll totale. Questo ha costretto Mazzulla a ridurre gli investimenti su giovani prospetti, come il