Si collocano al di sotto della soglia media della NBA, dove le squadre più ricche come i Golden State Warriors spendono oltre 300 milioni l’anno. Durant, invece, ha guadagnato 40 milioni solo nel 2023, con clausole che gli hanno permesso di raggiungere i 100 milioni in tre anni — un costo che, secondo analisti come John Hollinger, supera di gran lunga il valore di mercato di un giocatore della sua età (32 anni). La replica di Durant non si è fatta attendere. Durant ha replicato su X affermando: «Non sono un contratto firmato da un uomo d’affari, ma una scelta strategica che ha portato valore alla squadra» — ha scritto su X, riferendosi chiaramente alla dichiarazione di Ishbia. La polemica ha assunto toni personali: Durant ha accusato il proprietario di non comprendere il valore intangibile di una star, mentre Ishbia ha ribattuto che Ishbia ha ribadito che la cultura organizzativa, definita come «l’unica cosa che non puoi comprare», è il vero motore del successo della franchigia. Brooks, arrivato a Phoenix con un contratto di 5 anni per 120 milioni (di cui 30 milioni garantiti nel primo anno), ha evitato di schierarsi, ma il suo silenzio ha alimentato le speculazioni: la squadra ha investito 290 milioni complessivi in quella trade, un importo che — secondo i calcoli di ESPN — rappresenta il 60% del budget annuale dei Suns. Il punto nodale della discussione non è solo economico, ma strategico. Durant, con