è diventata un incubo di gestione. L’obiettivo di qualificarsi per gli ottavi di finale, già messo in discussione dopo la sconfitta contro il Bayern Monaco, ora sembra un miraggio. Gli ultimi due turni sono cruciali: contro il Fenerbahce e lo Slovan Bratislava, ma il margine di errore è zero. E Allegri, con il suo stile di gioco che richiede un investimento costante in giovani e una gestione attenta dei cartellini, non sembra più allineato con le priorità del club. Il problema non è solo tattico, ma economico. Il Napoli ha speso cifre folli per i giovani (si pensi ai 50 milioni sborsati per Boff, o ai 30 per Osimhen nel 2022), ma i risultati in campo non arrivano. E quando i risultati non arrivano, i tifosi chiedono capri espiatori. La dirigenza, però, ha già scelto il suo: Allegri è l’unico che può essere licenziato senza che la società venga accusata di aver cambiato cavallo a metà gara. Ma licenziarlo ora significherebbe ammettere che i 2,5 milioni all’anno sono stati spesi male. E che i 10 milioni di plusvalenza ricavati dalla cessione di Kalinić nel 2024 non sono