una zona grigia normativa quando si tratta di tesserare ex campioni o figure istituzionali che, pur non praticando più attivamente il calcio, mantengono un peso specifico nel mondo del pallone. Il problema non è solo di natura tecnica, ma anche economica: un tesseramento, anche simbolico, comporta costi (contratti, assicurazioni, gestione amministrativa) che per una federazione già in difficoltà finanziaria non sono trascurabili. Eppure, la FIGC sembra non voler rinunciare a una visibilità che, in un momento di crisi di reputazione, potrebbe rivelarsi preziosa. Il tesseramento di Malagò, se confermato, non sarebbe solo un gesto simbolico, ma un segnale politico: un modo per ricordare che, nonostante tutto, il calcio italiano ha ancora dei volti noti che possono essere utilizzati come bandiere. Ma c’è un dettaglio che non torna. Malagò è un membro del CIO, il Comitato Olimpico Internazionale, un ruolo che