Nel corso di un'intervista rilasciata il 4 settembre 2026 a EL PAÍS, il quarantanovenne Benjamin Moser ha analizzato il panorama geopolitico attuale partendo da una prospettiva storica e personale. L'autore di The Upside-Down World: Meetings with the Dutch Masters ha espresso un giudizio netto sull'operato della comunità Internazionale riguardo al conflitto che vede coinvolto il primo Ministro israeliano. Secondo Moser, la mancanza di una coalizione di stati in grado di frenare le azioni militari di Tel Aviv richiama le ombre del passato Europeo, in un confronto diretto con la resistenza al nazismo. In questo scenario, il giornalista e saggista ha sottolineato come solo il Premier spagnolo Pedro Sánchez abbia assunto una posizione di rottura, distinguendosi dal silenzio o dall'allineamento degli altri capi di Stato. Moser, che ha vissuto in Venezuela all'età di diciotto anni, ha descritto l'attuale crisi politica globale come una fase di degrado, sostenendo che gli Stati Uniti, a differenza del resto del mondo, coltivino ancora l'illusione di un progresso storico lineare, ignorando la natura ciclica dei conflitti. Le dichiarazioni dello scrittore arrivano in un momento di intensa attività professionale, segnato dalla recente pubblicazione dedicata ai pittori olandesi, un lavoro che segue il successo Internazionale ottenuto con la biografia di Susan Sontag nel 2020 e quella di Clarice Lispector. La conversazione si è spostata anche sulla sfera privata, rivelando come il suo percorso di scrittore sia indissolubilmente legato all'incontro con il suo partner, lo scrittore Arthur, avvenuto quando Moser aveva ventitré anni e lavorava per una casa editrice a New York.