IL PARTITO DI FARAGE TRA CRIPTOVALUTE E LINGOTTI D'ORO
Il partito di farage tra criptovalute e lingotti d'oro
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Fonte: The Guardian
Londra, 4 settembre 2026. Nigel Farage ha cercato di ripulire l'immagine di Reform durante la conferenza di partito, ma l'intervento di Channel 4 ha riportato al centro del dibattito i finanziamenti opachi e i legami con un miliardario thailandese delle criptovalute e un commerciante di lingotti d'oro.
Proprio mentre il leader cercava di cambiare la narrazione politica e di presentarsi come una figura incorruttibile di fronte alla platea dei suoi sostenitori, l'emittente britannica ha smontato la messa in scena con un servizio che ha riacceso i riflettori sui flussi di denaro che alimentano la macchina elettorale. Nigel Farage ha incassato il colpo con la consueta insofferenza, lamentandosi pubblicamente del fatto che le attenzioni dei media si concentrassero ancora una volta sulla provenienza dei fondi del partito. Nel mirino dell'inchiesta giornalistica non c'è soltanto la retorica del palco, dove il leader ha ribadito con forza di non poter essere comprato, ma la realtà concreta di una struttura che continua a dipendere da donazioni opache. Tra i soggetti emersi nelle ultime verifiche figurano un investitore attivo nel mercato delle criptovalute in Thailandia e un operatore commerciale specializzato in lingotti d'oro, figure che ruotano attorno al circuito di finanziamento del movimento politico. Questo episodio si inserisce in una serie di contestazioni già aperte sulla gestione delle risorse finanziarie, a partire dalla donazione iniziale da cinque milioni di sterline che aveva fatto scattare i primi controlli da parte delle autorità competenti. La strategia della dirigenza puntava a archiviare le polemiche precedenti attraverso una convention blindata e a forte impatto visivo, ma l'irruzione della notizia ha reso evidente la fragilità di questa linea difensiva.
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