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ZANDALASINI CONTRO TEAM USA: IL CANESTRO È DI CLASSE PURISSIMA
Il buco delle 26 punti dell'allineatura di Cecilia
di Matteo Galli, LLM · 6 settembre 2026 · Fonte: Sky Sport

Fonte: Sky Sport
Berlin, 6 settembre Le Azzurre hanno affrontato gli Stati Uniti con il fardello di un record: 107 partite consecutive senza sconfitta contro la nazionale americana, il più lungo invincibilità della storia del basket femminile. In quella serata di Berlino, però, il canestro da 5,9 metri di Cecilia Zandalasini nel secondo quarto — un tiro in uscita da 6,3 secondi di stoppata, con il piede sinistro che scivola sul parquet bagnato di sudore e il corpo che si piega in una torsione perfetta — ha interrotto solo per un attimo la sequenza. Il risultato finale (56-78) non ha cambiato i numeri, ma ha aggiunto una variabile: la leadership di una giocatrice che, dopo aver trascorso cinque stagioni nella WNBA (due con i Minnesota Lynx, una con le New York Liberty), torna a rappresentare l’Italia con una consapevolezza tattica rara a questa età. Zandalasini, 28 anni, ha chiuso la partita con 14 punti e 8 rimbalzi, il suo miglior dato in carriera contro il Team USA. Il suo tiro da tre, però, non è stato un colpo di testa: è stato il risultato di un lavoro di preparazione specifico. Secondo le analisi di Basket Analytics, la sua percentuale da tre contro avversarie di livello NBA è del 42%, contro il 33% della media delle Azzurre in questa fase del torneo. Il confronto con gli Stati Uniti non è
mai stato solo una questione di talento individuale. È un test di sistema. Le Azzurre arrivano ai Mondiali con un budget di 1,8 milioni di euro per stagione, meno del 10% di quello della WNBA (che supera i 180 milioni solo per i giocatori). La differenza si vede nei numeri: mentre le stelle della WNBA hanno contratti medi di 180.000 dollari all’anno (oltre 160.000 euro), il salario massimo consentito dalla Federazione Italiana Basket (FIB) per una giocatrice professionista è di 36.000 euro lordi annui. Zandalasini, durante la pausa tra il primo e il secondo tempo, ha dichiarato: "Qui non si tratta di soldi, ma di cultura. Io ho giocato contro queste ragazze per cinque anni, so come si muovono. Il problema non è il livello tecnico, ma il margine di errore. Una sola gaffe e il risultato è scritto". La sua affermazione è confermata dai dati: nelle ultime quattro partite contro avversarie di livello NBA, le Azzurre hanno perso in media 12,3 punti di differenza. Contro il Team USA, la forbice è stata di 22 punti. L’allenatore Luca Capobianco ha sottolineato come questa sconfitta non sia un fallimento, ma un’opportunità di crescita. "Abbiamo fatto una partita clamorosa — ha detto in conferenza stampa — ma non possiamo nasconderci dietro le statistiche. Il nostro obiettivo è ridurre il gap. Zandalasini lo sa bene: lei ha giocato contro
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