GUÉHI: "INGINOCCHIARSI CONTRO IL RAZZISMO NON BASTA PIÙ"
Calcio: Guéhi (City) smaschera le dichiarazioni vuote: «Serve azione, non solo ginocchia»
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Manchester, 20 ottobre. Il difensore del Manchester City, Benjamin Guéhi, ha dichiarato che i gesti simbolici come l'inginocchiarsi durante l'inno nazionale non sono più sufficienti per contrastare il razzismo nel Calcio. "È necessario agire con iniziative concrete e strutturali", ha affermato Guéhi, sottolineando la necessità di un impegno più profondo da parte delle istituzioni e delle società sportive.
di approdare al City nel 2023 per 30 milioni di euro (stipendio annuo netto stimato attorno ai 2,8 milioni di euro, secondo The Athletic), ha evidenziato come i gesti individuali, per quanto significativi, non siano sufficienti a contrastare una piaga strutturale. "Serve un cambiamento reale, con misure concrete che vadano oltre le dichiarazioni di circostanza", ha spiegato. Il giocatore ha anche sottolineato come le società debbano assumersi responsabilità maggiori, non solo in termini di comunicazione, ma anche di azioni tangibili, come programmi di sensibilizzazione, controlli più stringenti sui tifosi e collaborazioni con organizzazioni anti-discriminazione. La dichiarazione di Guéhi arriva in un contesto in cui il Manchester City, come altre squadre di Premier League, ha già adottato iniziative contro il razzismo, tra cui campagne di sensibilizzazione e partenariati con associazioni come Kick It Out. Tuttavia, il giocatore sembra invitare a un passo ulteriore, più incisivo. "Non si tratta solo di parole, ma di azioni che cambino davvero le cose", ha ribadito.
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