La rivoluzione parte da Rotterdam, dove i vertici della FIG hanno presentato in anteprima il nuovo protocollo tecnologico. Il Live Judging si basa su un sistema di sensori indossabili che misurano parametri fisici come angoli di rotazione, velocità di esecuzione e precisione dei movimenti, incrociando i dati con algoritmi di IA addestrati su migliaia di performance storiche. La decisione segue anni di critiche alla soggettività dei giudizi, come quelle emerse durante i Giochi Olimpici di Parigi 2024, quando le polemiche sui punteggi assegnati alla Ginnastica artistica femminile scatenarono dibattiti Internazionali. "Abbiamo bisogno di un sistema più trasparente e meno influenzabile da fattori esterni", ha dichiarato il Presidente della FIG, Umaram Kheir, durante la conferenza stampa. "I sensori non sostituiranno mai completamente il giudizio umano, ma ridurranno gli errori sistematici del 30% secondo i nostri test pilota". L’Italia, paese con una delle delegazioni più competitive al mondo, avrà un ruolo chiave nello sviluppo del progetto. La FIG ha stanziato 1,2 milioni di euro per la ricerca e l’adattamento del software alle specificità tecniche dei ginnasti azzurri, lavorando a stretto contatto con il Centro Tecnico Federale di Roma. "Dobbiamo essere pronti per Milano 2028", ha sottolineato il commissario tecnico italiano, Lorenzo Bizzarri, durante una call con la stampa. "I nostri atleti saranno i primi a testare il sistema in competizioni di alto livello, e questo ci darà un vantaggio competitivo misurabile". Il timore di alcuni tecnici — espresso in modo anonimo a La Lente Mattutina — è che la digitalizzazione possa standardizzare eccessivamente le performance, premiando la precisione algoritmica a discapito della creatività individuale. "Un algoritmo non capisce l’arte della Ginnastica", ha dichiarato una fonte vicina al CT, "ma se i dati dimostrano che funziona, dovremo adattarci". La transizione non sarà immediata. Le federazioni nazionali avranno due anni per adeguare le strutture tecniche, mentre i giudici dovranno seguire corsi di formazione obbligatori sulla lettura dei dati in tempo reale. La FIG ha già avviato negoziati con aziende specializzate in wearable tech, tra cui la tedesca Doppler Sports e la statunitense Catapult, per fornire i sensori. Il contratto prevede clausole di riservatezza che limitano la diffusione dei dati raccolti, ma non esclude la possibilità di utilizzarli per scopi di analisi atletica personalizzata. "È una rivoluzione — ha dichiarato Simone Biles, campionessa olimpica e Ambasciatrice della FIG — ma se serve a eliminare i pregiudizi e a dare più giustizia ai nostri risultati, allora è un passo necessario".