Messo in luce due problemi strutturali della Serie C: da un lato, la Giana Erminio, che nel 2025 ha chiuso il bilancio con un disavanzo di 1,2 milioni di euro e dipende da sponsor locali per coprire il 40% delle spese, continua a navigare a vista con un organico composto per il 60% da giocatori under 23 o con contratti a termine. Dall’altro, l’Union Brescia, che ha investito 800.000 euro in un solo acquisto estivo (un difensore centrale di 28 anni, con clausola rescissoria di 1,5 milioni), ha dimostrato come anche in terza divisione si possa ancora giocare con ambizioni se si ha un minimo di liquidità. Il procuratore del giocatore acquistato ha dichiarato ai media locali che “il mercato di Serie C è ancora un affare se sai dove guardare”, riferendosi a società come il Brescia, che hanno saputo sfruttare le plusvalenze di giocatori ceduti in Serie B per reinvestire in giovani con potenziale. La Giana Erminio, invece, ha dovuto accontentarsi di un prestito senza obbligo di riscatto per il suo miglior giocatore, un attaccante che nel 2024