Secondo i dati del Corriere dello Sport, il club toscano ha chiuso il bilancio della stagione 2025-26 con un passivo di 42 milioni di euro, una cifra che include non solo le perdite operative ma anche il costo degli ammortamenti dei giocatori acquistati negli ultimi due anni. Il contratto di Simone Verdi, ad esempio, costa 2,1 milioni di euro lordi annui — una cifra che, se sommata ai 1,8 milioni di Alessandro Florenzi e ai 1,5 milioni di Lorenzo Pellegrini, assorbe il 45% del budget di cassa disponibile. La società, guidata da un consiglio d’amministrazione che include imprenditori locali con poco esperienza nel calcio professionistico, ha cercato di compensare queste spese con plusvalenze da cessioni, ma i risultati sono stati deludenti: nelle ultime tre stagioni, la Fiorentina ha incassato in totale 12 milioni di euro per giocatori venduti, una media di 4 milioni all’anno, insufficienti a coprire il buco di bilancio. La cessione di Marco La Porta al Milan nel 2025, per 18 milioni, è stata l’unica eccezione, ma ha lasciato il club con un debito residuo di 6 milioni, che ora grava sulle spalle della società. Il problema non è nuovo. La Fiorentina è stata rifondata nel 2002 dopo il fallimento del 1993, e da allora ha oscillato tra fasi di relativa stabilità e crolli finanziari. Nel 2017, il club ha evitato il fallimento solo grazie a un salvataggio da parte della Lega Serie A, che ha concesso