mi lamentavo, ma ora tocca a voi". Il messaggio è arrivato a Shelton proprio mentre si preparava per il torneo di New York, e da quel momento in poi, ogni decisione è stata filtrata attraverso quella frase. Il suo allenatore, Rafael Nadal, ha confermato che il giocatore aveva ridotto del 30% il suo budget di viaggio e alloggio per l’evento, rinunciando a sponsorizzazioni secondarie e tagliando ogni spesa non essenziale. "Non si tratta di risparmiare per sé", ha spiegato Nadal in un’intervista esclusiva a La Lente Mattutina. "È un debito morale. Cameron non ha mai chiesto nulla, ma quando ha capito che la famiglia aveva bisogno, ha iniziato a fare i conti. Ora sta ripagando quello che deve". Il conto, in realtà, era già stato saldato mesi prima, ma il sistema del tennis professionistico — e della finanza sportiva in generale — non funziona così. I contratti sono macchine a perdita di rendimento: ogni euro risparmiato su un viaggio o un hotel è un euro sottratto al bilancio di un club o a un sponsor, che non vede l’ora di scaricare la responsabilità su un giocatore che, peraltro, non ha mai chiesto nulla. Shelton ha vinto il torneo con un punteggio netto: 6-4, 6-3, 6-4 contro