L'albo d’oro del Gran Premio d'Italia a Monza è un racconto che si dipana per quasi un secolo, trasformando l'Autodromo in quel "Tempio della velocità Mondiale" citato dalla stessa Sky Sport. Fin dalle prime edizioni, l'elenco dei vincitori ha incluso nomi che hanno definito epoche del motorismo. Nel 1922, Pietro Bordino su Fiat 80 aprì le danze, seguito nel 1923 da Carlo Salamano, ancora su Fiat 805. La Alfa Romeo P2 di Antonio Ascari trionfò nel 1924 e quella di Gastone Brilli-Peri nel 1925, dimostrando la precoce supremazia Italiana. Il 1926 vide la vittoria di Louis Charavel su Bugatti 39A e nel 1927 Robert Benoist si impose con una Delage 15 S8. Louis Chiron su Bugatti 27A vinse nel 1928, mentre gli anni Trenta portarono Altri nomi leggendari come Campari e Tazio Nuvolari, che si divisero il successo nel 1931 su Alfa Romeo 8C, con Nuvolari che replicò in solitaria nel 1932 su Alfa Romeo P3. Luigi Fagioli conquistò due edizioni consecutive, nel 1933 su Alfa Romeo P3 e nel 1934, in coppia con Rudolph Caracciola, su Mercedes W25, prima che Hans Stuck vincesse nel 1935. Questa lunga tradizione non è solo una sequenza di nomi e date; è la sedimentazione di un valore immateriale che alimenta un indotto significativo. Ogni vittoria, ogni nome inciso nell'albo d'oro, contribuisce a rafforzare il brand Monza, rendendolo un appuntamento irrinunciabile nel Calendario della Formula 1. Quest'anno, la Ferrari ha anche annunciato una livrea speciale per l'occasione, un dettaglio che sottolinea l'importanza dell'evento anche dal punto di vista del marketing e dell'identità aziendale.