giocatore o da una posizione. La Lazio, con dieci atleti diversi che hanno segnato, ha dimostrato di avere una catena di montaggio del gol funzionante, anche se spesso i risultati non corrispondono alla qualità tecnica. Provstgaard, il danese di 26 anni, è l’arma più affidabile: tre reti in otto partite, ma con una media di possesso palla che oscilla tra il 45 e il 50%. Dele-Bashiru, invece, è l’outsider: un attaccante di riserva che ha trovato spazio grazie a una difesa che non regge pressioni, e che ha segnato due gol in tre presenze, ma con un’impennata di cartellini gialli che preoccupa. Il problema non è la mancanza di gol, ma il modo in cui vengono realizzati: troppi contro, troppi in contropiede, troppi frutto di errori difensivi avversari. La Lazio ha pagato 25 milioni per Provstgaard e 12 per Dele-Bashiru, ma i numeri del mercato non bastano quando la squadra non sa costruire gioco. L’Inter, dal canto suo, ha costruito la sua supremazia su un modello più solido: quattro marcatori diversi (Balotelli, Barella, Darmian,