l’Altamura, squadra con una tradizione calcistica radicata in una città di 70.419 abitanti e un’area comunale di 431,38 km² — la più estesa della città metropolitana di Bari — ha potuto contare su un bilancio in pareggio grazie a un accordo con il Gruppo Immobiliare Pugliese, che ha coperto le spese di gestione in cambio di visibilità, il Savoia di Lucania si trova in una posizione precaria. Secondo i dati della Lega Pro, il club lucano ha registrato un deficit di 280.000 euro nel 2025, con un passivo che si accumula da tre stagioni. La banca ha inviato una diffida formale al club, che ora deve trovare 50.000 euro entro la fine del mese per evitare una denuncia per insolvenza. «Non è una questione di volontà — ha dichiarato il presidente del Savoia, Antonio Di Lorenzo, in una conferenza stampa dopo la partita — ma di capacità di gestione. Il calcio di provincia non è un business come quello delle grandi squadre, e i nostri sponsor non possono più sopportare questi ritardi». Il club ha già avviato trattative con la Società Agricola Lucana, un’azienda locale specializzata in olio extravergine, ma il contratto — se stipulato — coprirebbe solo il 40% del fabbisogno annuale. Il caso del Savoia di Lucania non è isolato. Secondo una ricerca della Università di Bari pubblicata nel 2025, il 42% dei club della Lega Pro ha un rapporto debito/ricavi superiore al 70%, con una media di 1,8 milioni di euro di passivo per squadra. L’Altamura, invece, ha